2020 aprile – Amonini padre Benito: al tempo di Covit-19

p. Benito Amonini al tempo di Covit-19,

ambasciatore della Provincia Comboniana in Congo, lasciato in settembre 2018, per dedicarsi di più alla preghiera, scrive ora ad alcuni amici e benefattori che durante i 46 anni in Congo hanno accompagnato e sostenuto tante opere, che grazie ai confratelli Congolesi, continuano nel servizio ai più poveri e abbandonati, segno del il Regno del Signore Gesù.

25 aprile 2020, da Gozzano (NO).

Sono ancora vivo

e la spiritualità comboniana ci assorbe nel servizio alla missione fino all’ultimo respiro. Anche parcheggiato, ascolto e partecipo alla gioiosa fatica dei confratelli, particolarmente, del Congo. Mentre in Europa rischiamo la chiusura delle comunità di Chiesa e Istituti, in Africa e in Congo specialmente, Chiesa e Istituti crescono. In tutta Europa in 5 stati, contiamo UNO in teologia; in Congo 32 scolastici (teologia) 16 in Uganda, in Togo 29, Malawi 13, eccetera.

Il nostro Generale è dell’Eritrea. Comboni diceva che l’Africa salverà L’Africa e se oggi contiamo 1510 Comboniani, oltre 1000 non sono Italiani, più di 500 Africani. Chiesa viva, attiva, martirizzata ripetutamente. Il Congo mi chiede aiuto per l’ampliamento a Kisangani del centro di Animazione Missionaria e di Formazione sociale. (dal 1990 fino al 2000 ho operato a Kisangani, nella parrocchia di S. Camillo). Il costo per l’acquisto di un vasto terreno adiacente al Centro è di 250mila Dollari $US.

Nell’attuale situazione del Virus siamo tentati di desistere da tutto. Il superamento di ogni paura è la certezza che quello che facciamo per i più poveri e massacrati dai furti e dalle guerre fabbricate dai potenti del Mondo, è vita e forza per chi dona.
Oggi 25 aprile liberazione, di 75 anni or-sono. Avevo 8 anni, eravamo sfollati in montagna. Al mattino 50 cm neve. Poi il sole ci ha permesso di vedere una carovana ininterrotta dei tedeschi che sfilavano lungo la Valtellina verso la Svizzera da Tirano e verso l’Austria al di là dello Stelvio. Con fatica siamo usciti dalla barbarie della guerra lasciando tanti morti. Il Virus di oggi ci può bloccare. Superarlo non sarà dovuto soltanto al vaccino, ma alla capacità di cambiare le nostre relazioni con i vicini e lontani, creando ponti e distruggere i muri di separazione, e convertendosi al Vangelo.

Chiudo augurando serenità e fiducia per una buona uscita dalla situazione di reclusione. Pace e Gioia,

p. Benito