Sono giorni intensi qui in Mozambico, a Mirrote e in generale in diocesi a Nacala, mentre ci avviciniamo alla Settimana Santa. Il muoversi non manca mai.
Circa due settimane fa abbiamo accolto Marina: la sua presenza è un dono semplice ma prezioso, che arricchisce la vita quotidiana della missione. La settimana scorsa è rientrato anche don Filippo e così, dopo un tempo più “disteso” nel tempo delle piogge – per lui di ferie in Italia per me di responsabilità – ci ritroviamo di nuovo insieme a condividere la vita e il servizio.

Don Filippo con don Angelo e Marina
Vivremo la Settimana Santa insieme, dando la possibilità di vivere i vari appuntamenti almeno in 2 comunità differenti della nostra Mirrote, cercando di vivere quella comunione, nella diversità reciproca, che è la prima testimonianza.
Le giornate sono trascorse tra visite alle comunità, viaggi, compere, incontri e celebrazioni.
In questo tempo delle piogge tutto diventa più impegnativo: le strade si fanno difficili, il fango rallenta, i tempi si allungano. Eppure, proprio qui, scopro una piccola abilità che sempre apprezzavo e sto imparando ad “usare” — e che, lo confesso, mi piace: guidare. Guidare nel fango, trovare il passaggio, intuire la strada dove sembra non esserci. È un esercizio concreto, ma anche un’immagine bella di quello che viviamo ogni giorno.. anche se non mancano i passi falsi e il rischio di infossarsi è dietro la curva.

La Domenica delle Palme a Mirrote
In questi giorni siamo stati a Namahaca per una visita: io e Marina abbiamo incontrato amici e condiviso un tratto di cammino con don Luca, di Verona, con cui ho fatto il Cum prima di partire, e che ora si trova qui. Anche per Marina è stato un ritrovarsi, insieme ai seminaristi Marco e Gioele. Abbiamo visitato alcuni ammalati — momenti sempre delicati e veri — mentre Marina ha passato del tempo con i bambini dell’asilo, portando presenza e attenzione nella loro quotidianità.. tentando di trasmettere parole semplici in portoghese e saggiando la vivacità di alcuni bimbi e la tranquillità di altri.

Nel pomeriggio, insieme, abbiamo accompagnato don Luca al mercato per vedere alcune attività sostenute dai sacerdoti di Verona presenti qui a Namahaca. È stato bello toccare con mano come anche qui la relazione, il tempo condiviso e una presenza fedele possano generare aiuto concreto e speranza.
Più di tutto, resta il valore delle relazioni. Le amicizie tra missionari aiutano, soprattutto se si ha un orizzonte e una storia comune già precedente. Il contatto con la gente, i volti, le parole scambiate lungo il cammino arricchiscono. In mezzo a tanti incontri nascono anche amicizie semplici ma vere, che danno respiro e rendono più umano il nostro stare qui.

Il Giovedì Santo
Non manca però la fatica. È ancora molto viva l’assenza di Cipriano, il nostro segretario, scomparso lo scorso dicembre. La sua presenza fedele e silenziosa continua a mancarci. Eppure, dentro questa mancanza, facciamo esperienza di una Chiesa che va avanti: non per la nostra bravura, ma perché il Signore continua a guidarla, anche quando il terreno è incerto… e si fanno avanti alcuni che generosamente tentano di sopperire alla mancanza del nostro amato segretario.Con questa fiducia ci prepariamo a entrare nei giorni santi, portando con noi la vita concreta della gente, le fatiche e le gioie, le strade difficili e i sorrisi incontrati lungo il cammino.
Buona Pasqua a tutti.
don Angelo Innocenti

