Lettere dalla missione: Marina Leoni ci racconta i primi passi in Mozambico

Il 17 marzo 2026 Marina Leoni ha iniziato la sua esperienza missionaria in Mozambico: dopo alcuni viaggi di conoscenza la partenza come fidei donum per un periodo che, a Dio piacendo, sarà di alcuni anni. Ad accoglierla don Angelo Innocenti

Dice il proverbio: “Chi ben comincia è a metà dell’opera”. La mia presenza a Mirrote non è proprio iniziata dal 17 marzo scorso, poiché già due altre volte vi ero stata. Ma stavolta è l’inizio di un periodo decisamente più lungo, almeno nei miei desideri. Ho raggiunto don Angelo Innocenti, che mi attendeva all’aeroporto di Nampula con padre Giorgio Giboli amico comboniano, e presto tornerà don Filippo Macchi, in Italia ancora qualche giorno per le sue ferie. “L’unione fa la forza” e “la messe è molta ”. Con il riferimento a questi detti mi sto già inculturando nel popolo macua, che possiede una quantità immensa di proverbi, appunto, esempi di saggezza profonda e significati della vita.
Per darmi tempo di riposarsi dal viaggio e ambientarmi gradualmente don Angelo mi ha portato a Carapira presso una comunità di tre laiche comboniane che già conoscevo. E mentre don Angelo partecipava alla Commissione Giustizia e pace, ho potuto conoscere il centro pastorale di quella realtà e l’attività di controllo della crescita dei bambini con le loro mamme. L’équipe del centro nutrizionale offre latte in polvere, mistura per le pappe e sapone per l’igiene per evitare il colera, infezione presente in qualche caso, oltre all’ordinario problema della malaria.

Salutate le amiche comboniane abbiamo affrontato il viaggio verso Mirrote: quattro ore di asfalto e poi una strada sterrata che normalmente si percorre in 40/50 minuti. La stagione delle piogge ha rallentato il tragitto e in alcuni tratti si può temere di restare nel fango. Con la destrezza di don Angelo abbiamo comunque impiegato quasi un’ora e mezza per arrivare. I sentimenti predominanti in me man mano che i chilometri diminuivano verso la chiesa e gli edifici della parrocchia, erano variegati: da una parte la serenità di una scelta preparata da mesi che vivo a nome personale certamente, ma soprattutto per la nostra Chiesa di Como e per un suo risveglio missionario. Dall’altra la commozione e qualche lacrima pensando al nostro segretario Cipriano, morto il dicembre scorso e che era un punto di riferimento anche per me. Un ulteriore stato d’animo è stata la gratitudine per la fiducia accordatami che spero di non deludere. Come ho già detto in altre circostanze vengo in Mozambico per fare la mia parte ma anche per convertirmi a una fede più autentica.


Gli impegni sono cominciati il giorno subito dopo il mio arrivo: sabato una visita alle diverse comunità della zona A (una delle quattro zone in cui è divisa la parrocchia) per una mia presentazione e dei responsabili delle varie commissioni. A seguire la Santa Messa in tempo di Quaresima meno cantata e danzata ma ugualmente durata circa due ore. Dal cibo spirituale si conclude la visita con il cibo materiale, una tavola per noi ospiti con polenta di manioca, riso e gallina per il prete celebrante. A queste comunità dobbiamo anche un grazie particolare: a 30 metri dall’arrivo con il pickup ci siamo impantanati e non saremmo usciti da lì senza le forze vive di una trentina di uomini e giovani che hanno letteralmente sollevato auto e autista, sporcandosi e sudando sotto il sole.
E domenica la Santa Messa a Mirrote nella chiesa col tetto ricostruito e l’accoglienza ufficiale.

Una delegazione si era già presentata infatti al mio arrivo, così come avevo già salutato calorosamente gli stretti collaboratori: il cuoco Luis, il segretario e traduttore Paolino con alcuni responsabili della comunità e la guardia notturna Lucas. Attendevo, e non sono stata smentita, il primo che avrebbe saputo del mio arrivo: il giovane Deghi, con il suo spirito libero e curioso.
Alla fine di questa prima settimana di missione potrei concludere con un altro detto, stavolta di Gesù, Colui che invia a testimoniare il Vangelo della gioia: “Da questo sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri.”

Marina Leoni