30 novembre 2006, Mogodé – Mokolo CAMERUN


Caro Direttore,
abbiamo letto sul Settimanale i vari commenti all’intervento del Papa all’Università di Ratisbona del 12 settembre scorso. Vi inviamo al riguardo il comunicato stampa della Conferenza Episcopale del Camerun. “Il Papa nel suo discorso ha citato frasi pronunciate parecchi secoli fa e in un contesto d’altri tempi, assai polemico, frasi che hanno urtato la sensibilità religiosa dei credenti musulmani. Come Vescovi, siamo vivamente dispiaciuti che tali frasi siano state citate dal Papa, anche se il Papa stesso, in seguito, ha detto che esse non esprimevano in alcun modo il suo pensiero personale. E noi preghiamo i musulmani del Camerun, di cui comprendiamo la reazione attristata, di non volerne né al Papa, che si è detto profondamente desolato di questo incidente, né alla Chiesa Cattolica. Noi desideriamo di tutto cuore, che insieme, credenti di diverse religioni, possiamo, al di là di questo spiacevole incidente, riprendere un dialogo costruttivo in vista di realizzare insieme in Camerun una società di pace, tolleranza e armonia. Come diceva il Papa il 20 agosto 2005 a Colonia, parlando di dialogo fra cristiani e musulmani: “Noi vogliamo cercare le vie della riconciliazione e imparare a vivere rispettando ciascuno l’identità dell’altro”. Noi vorremmo che la creazione dell’Associazione Camerunese per il Dialogo Interreligioso (ACADIR) prevista per il 19 settembre 2006, ma rinviata a causa della situazione attuale, possa realizzarsi a breve termine”.
Fatto a Yaoundé, il 19 sttembre 2006. Monsignor Patrick Lafon, portavoce della C.E.N.C.
Il nostro Vescovo, Mons. Philippe Steven, ha aggiunto una Nota:
“Una Delegazione della Conferenza Episcopale Nazionale del Camerun ha inoltre scritto al Papa per esprimergli la nostra profonda vicinanza e la nostra comunione di cuori in questi momenti difficili, per ringraziarlo delle spiegazioni date e per chiedergli di esprimersi ancora per manifestare più chiaramente alla Comunità Mussulmana che le parole che hanno creato problema non avrebbero dovute essere citate.”
Noi, come preti Fidei Donum della diocesi di Como, inviamo questo testo (tratto da Vie de l’Eglise, n°10/2206, pagg.5-6) per esprimere il nostro disappunto rispetto all’editoriale del n.° 35 del Settimanale “Benedetto XVI è stato lasciato solo”. Non ci sembra che il Papa sia stato lasciato solo, ma ci sembra altresì  che avrebbe potuto evitare di citare le frasi in causa.

Cordialmente, don Giusto, don Angelo e don Andrea.